Assegno di inclusione nel 2026: chi può chiederlo, come funziona il rinnovo e cosa fare se viene sospeso
Redazione Elegale · · 6 minuti di lettura
L’Assegno di inclusione (ADI) è la misura nazionale di sostegno al reddito che dal 1° gennaio 2024 ha preso il posto del Reddito di cittadinanza. Non è rivolto a tutte le famiglie con difficoltà economiche, ma solo ai nuclei con determinate caratteristiche, che devono rispettare requisiti economici e di residenza e partecipare a un percorso di inclusione sociale e lavorativa. [1]
Con la Legge di Bilancio 2026 alcune regole sono cambiate: il rinnovo avviene ora senza interruzioni e l’ISEE, ai fini dell’ADI, si calcola in modo più favorevole. [2] [3] Le indicazioni che seguono valgono su tutto il territorio nazionale.
REQUISITO ESSENZIALE
Nel nucleo familiare deve essere presente almeno un componente con disabilità, minorenne, con almeno 60 anni di età oppure in condizione di svantaggio e inserito in un programma di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari, certificato dalla pubblica amministrazione. Senza questa condizione la domanda non può essere accolta, anche se il nucleo rispetta tutti i requisiti economici. [1]
I requisiti di cittadinanza e residenza
Il richiedente deve essere: [1]
cittadino dell’Unione europea o suo familiare titolare del diritto di soggiorno;
cittadino di un Paese terzo titolare di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
titolare di protezione internazionale.
È inoltre richiesta la residenza in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. Il requisito deve essere posseduto al momento della domanda e mantenuto per tutta la durata del beneficio. [1]
I requisiti economici
Il nucleo deve rispettare contemporaneamente queste soglie: [1]
ISEE in corso di validità non superiore a 10.140 euro;
reddito familiare inferiore a 6.500 euro annui, moltiplicati per il parametro della scala di equivalenza (la soglia è più alta nei casi previsti dalla legge);
patrimonio immobiliare, esclusa la casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
patrimonio mobiliare (conti, depositi, titoli) entro i limiti di legge, che crescono in base alla composizione del nucleo.
Sono previsti anche limiti sul possesso di autoveicoli, imbarcazioni e aeromobili, con alcune eccezioni per le persone con disabilità. Il componente che si è dimesso volontariamente dal lavoro nei dodici mesi precedenti, salvo le dimissioni per giusta causa, non viene considerato ai fini del beneficio. [1]
Novità 2026: dal 1° gennaio, ai fini dell’ADI, il valore della casa di abitazione di proprietà resta escluso dal patrimonio fino a una soglia più alta rispetto al passato, maggiorata per chi vive nelle città metropolitane. In alcuni casi, quindi, un nucleo escluso negli anni precedenti potrebbe oggi rientrare nei requisiti. [3] [4]
Nota operativa: chi aveva ricevuto un rigetto per motivi patrimoniali legati alla casa di proprietà può valutare di richiedere un nuovo ISEE e verificare la propria posizione.
Come si presenta la domanda
ISEE. Prima della domanda è necessario disporre di un ISEE valido.
Domanda. Si presenta in qualsiasi momento dell’anno sul sito dell’INPS, con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato o un CAF. [5]
SIISL e PAD. Dopo l’invio, il richiedente si iscrive alla piattaforma SIISL e sottoscrive il Patto di attivazione digitale. [1]
Verifiche e pagamento. L’INPS controlla i requisiti e, se l’esito è positivo, accredita il beneficio sulla Carta di inclusione.
Percorso di inclusione. Il nucleo viene convocato dai servizi sociali del Comune; i componenti attivabili al lavoro vengono indirizzati ai servizi per l’impiego. [1]
Importo, durata e rinnovo
L’importo non è uguale per tutti: corrisponde alla differenza tra la soglia di reddito riconosciuta al nucleo e il reddito familiare già disponibile, con un eventuale contributo per l’affitto nei limiti di legge. [1]
L’ADI è riconosciuto fino a 18 mesi continuativi e può essere rinnovato per periodi di 12 mesi, se i requisiti permangono. Dal 2026 è stato eliminato il mese di sospensione che separava un periodo dal successivo. Come chiarito dall’INPS, la prima mensilità di ciascun rinnovo viene però pagata nella misura del 50%; dal mese successivo l’importo torna pieno. [2]
Gli obblighi da rispettare
Il beneficio dipende anche dal comportamento del nucleo. In particolare occorre:
presentarsi agli appuntamenti con i servizi sociali e con i servizi per l’impiego;
aggiornare periodicamente la propria posizione, nei tempi previsti;
partecipare ai percorsi concordati;
comunicare subito le variazioni del nucleo, del reddito o della situazione lavorativa;
rinnovare l’ISEE alla scadenza.
Errori frequenti
Una parte rilevante delle sospensioni deriva da situazioni che si possono prevenire. È opportuno verificare che:
l’ISEE non sia scaduto e che i dati della DSU siano corretti;
ogni variazione, come un nuovo contratto di lavoro o un cambio di residenza di un componente, sia stata comunicata;
gli appuntamenti fissati siano stati rispettati o, in caso di impedimento, giustificati con documenti;
il titolo di soggiorno, dove richiesto, sia in corso di validità.
Sospensione e diniego
Se il beneficio viene sospeso, revocato o negato, è utile procedere con ordine:
leggere la comunicazione dell’INPS, consultabile anche nell’area riservata MyINPS, per capire il motivo del provvedimento;
controllare ISEE e DSU, perché spesso il problema nasce da un dato errato che si può correggere;
documentare subito l’eventuale giustificato motivo di un appuntamento mancato, contattando i servizi sociali o il centro per l’impiego;
chiedere il riesame all’INPS quando il provvedimento deriva da un errore;
valutare il ricorso, nelle sedi e nei termini indicati nel provvedimento.
Le dichiarazioni false e l’omessa comunicazione di variazioni rilevanti comportano la revoca del beneficio e la restituzione delle somme, e possono avere anche conseguenze penali. [1]
L’esito della domanda non può essere garantito in anticipo: la decisione spetta all’INPS, sulla base dei requisiti e delle verifiche svolte.
Verifica dei requisiti
È possibile rivolgersi a un consulente legale per una verifica dei requisiti prima della domanda, oppure in caso di sospensione, revoca o diniego. Per il primo colloquio è utile avere a disposizione l’attestazione ISEE, la DSU, le comunicazioni ricevute dall’INPS e il documento di soggiorno, se richiesto.
Fonti e riferimenti
[1] Normattiva, Decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito dalla Legge 3 luglio 2023, n. 85 (artt. 1-13): https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-05-04;48
[2] INPS, Messaggio n. 640 del 23 febbraio 2026. Novità della Legge di Bilancio 2026 in materia di ADI: https://www.informazionefiscale.it/IMG/pdf/16585_messaggio-numero-640-del-23-02-2026_1_.pdf
[3] ItaliaOggi, Assegno di inclusione a maglie più larghe nel 2026. Fonte non istituzionale: https://www.italiaoggi.it/diritto-e-fisco/assegno-di-inclusione-a-maglie-piu-larghe-nel-2026-jqvg5qmn
[4] Lentepubblica, ISEE 2026: nuovo modello DSU e attestazioni aggiornate. Fonte non istituzionale: https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/isee-2026-nuovo-modello-dsu-e-attestazioni-aggiornate-automaticamente/
[5] INPS, scheda Assegno di Inclusione: https://www.inps.it
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere di un professionista legale. Requisiti e importi possono cambiare: si raccomanda di verificare sempre le indicazioni aggiornate dell’INPS.
Materie: Diritto del lavoro
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